Rassegna Stampa

Splēn edizioni: la lettura? Un’abitudine positiva da insegnare ai bambini

  • testata: Lo scaffale indipentente
  • Data di pubblicazione: 18-01-2019
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Surya Amarù ha le idee chiare: ha studiato editoria, ha lavorato in libreria e ha fatto la gavetta in diverse case editrici ricoprendo diversi ruoli. Assorbite più competenze e conosciute le dinamiche, ecco che il suo progetto personale prende forma in Splēn edizioniQuello della casa editrice, risponde durante l’intervista, è un lavoro di responsabilità e costanza, ma soprattutto amore: per la lettura, per la condivisione. Per questo Splēn concentra le sue forze in particolare sui libri per bambini, nella ferma convinzione che instillare il piacere della lettura, come abitudine gioiosa e quotidiana, sia fondamentale.

Cosa significa essere editori oggi in Sicilia?
«Gestire una casa editrice in Sicilia non è affatto semplice per una lunga serie di motivi, è per questo che sono necessarie grandi motivazioni e passione. Non è un mestiere che si intraprende per caso o che si fa per guadagnare, se va bene si riesce a malapena a sopravvivere, ma lo si sceglie più per portare avanti un ideale, per condividere con gli altri ciò che ci piace fare e per promuovere e diffondere l’amore per la lettura in una regione – questa è una delle difficoltà che si riscontrano ogni giorno – in cui si legge davvero poco, siamo infatti agli ultimi posti delle graduatorie nazionali.

splenUn’altra difficoltà è legata alla configurazione fisica della nostra terra. Siamo un’isola e siamo la regione più a Sud d’Italia e questo ci limita molto nella promozione al di fuori del territorio limitrofo in quanto ogni spostamento a carattere promozionale (eventi, fiere, saloni, incontri con le scuole) grava considerevolmente sulle risorse della casa editrice. Un discorso simile si propaga anche alla distribuzione. È difficile farci conoscere e quando riusciamo a rapportarci anche con librerie indipendenti o catene di librerie, le spedizioni dall’altra parte dell’Italia (ma anche solo oltre lo Stretto) richiedono tempi più lunghi e, ancora una volta, costi maggiori.
Ci sono anche degli aspetti positivi. In poco tempo siamo riusciti a farci conoscere in tutto il territorio siciliano, siamo ben voluti nelle librerie, con le quali condividiamo ideali e sforzi, e abbiamo dalla nostra un pubblico di lettori fedeli che ci seguono e che leggono tutte le nostre pubblicazioni. Nei loro confronti abbiamo anche delle grosse responsabilità, l’aspettativa è sempre alta e non possiamo mai deluderli».

Da quale idea o desiderio nasce Splēn edizioni?
«Sin da piccola immaginavo un lavoro dove ci fossero tanti libri. Non conoscevo ancora il mio attuale mestiere, ma a distanza di anni, penso ancora che non avrei potuto fare altro. Così ho studiato e studiato ancora quello che mi piaceva veramente e, dopo la laurea e studi specifici in editoria, ho subito trovato lavoro in una libreria e contemporaneamente ho fatto gavetta per molti anni presso diverse case editrici nel ruolo di correttore di bozze prima, di redattore e di editor in seguito. Dopo aver circumnavigato il mondo dell’editoria, avendo cioè appreso tutte le dinamiche che nasconde e osservando con occhi diversi – da libraio, da cliente/lettore e da editore – un giorno ho finalmente deciso di lanciarmi in una mia attività dove potevo decidere senza vincoli o compromessi cosa pubblicare, così è nata la Splēn edizioni. Inizialmente ho intrapreso questa avventura da sola, poi il mio compagno, Giancarlo, si è appassionato anche lui a questo folle progetto e ha deciso di aiutarmi lasciando il suo lavoro per dedicarsi a tempo pieno a questo progetto con me».

Perché la scelta di questo nome?
«Trovare un nome originale è stato difficile quanto lo è riuscire a spiegare la motivazione di questa scelta. Posso dire che si tratta di un omaggio all’opera baudelairiana “Lo spleen di Parigi” (preferendo però la parola greca dalla quale poi è derivata quella francese) perché prima collana della casa editrice che ho immaginato, cioè i Caleidoscopi, avrebbe dovuto raccogliere una narrativa per lettori adulti caratterizzata da un accento melanconico. In effetti il progetto iniziale è stato mantenuto nel tempo».

La maggior parte delle vostre pubblicazioni è dedicata ai più piccoli. Considerato l’aspetto pedagogico dietro la scelta di rivolgervi a loro, come scegliete i manoscritti, quindi gli autori e gli illustratori?
«Se escludiamo la già citata collana Caleidoscopi, tutti gli altri libri sono dedicati ai più piccoli perché crediamo sia necessario iniziare un lavoro di promozione della lettura sin dalla tenera età per instillare un’abitudine e un bisogno positivo da condividere con gli altri. È quindi fondamentale che ogni scelta venga ben ponderata, che i testi siano selezionati con cura e che siano accompagnate da illustrazioni ben fatte e non improvvisate al fine di educare anche al bello.
Crediamo molto negli autori esordienti, per questo leggo personalmente tutto quello che arriva (ci metto un po’, ma lo faccio davvero!) e spero sempre di trovare un talento nascosto. Infatti alterniamo nomi noti ad autori alla loro prima opera. Ciò che conta è sempre la qualità del testo e il messaggio che intende comunicare. Stesso discorso vale per gli illustratori. Conserviamo tutti i portfolio che riceviamo e, se qualcosa ci piace, commissioniamo le illustrazioni per un’opera della quale abbiamo già il testo revisionato. Abbiamo anche un art director che ci consiglia e che è anche un illustratore e autore di molti dei nostri libri: Riccardo Francaviglia. Lui insegna Illustrazione all’Accademia delle Belle Arti di Catania e ci segnala i migliori allievi, che segue anche nella fase di realizzazione delle prime illustrazioni».

splen edizioniParliamo della collana I fulmini e del carattere ad alta leggibilità, una forte dimostrazione di attenzione nei confronti dei giovani lettori.
«La collana I fulmini è nata poco dopo Caleidoscopi e ha esordito con il primo volume de “I miti in Sicilia” scritto e illustrato da Riccardo Francaviglia. Tuttora rappresenta uno dei nostri best seller per la tematica trattata e per aver rappresentato in Sicilia uno dei primi libri stampati con un font ad alta leggibilità, il font EasyReading™ che è l’unico carattere tra quelli dichiaratamente ‘dedicati a chi è dislessico’. La dislessia è un disturbo dell’apprendimento che impedisce a tanti bambini, e non solo, di rendere la lettura una gioia e non una sofferenza. Questo carattere ha permesso a noi editori, che vogliamo diffondere il piacere la lettura, e ai nostri lettori di superare agevolmente l’ostacolo.
È per questo che abbiamo utilizzato lo stesso font anche per il “Filastroccario per un anno straordinario” di Pippo Scudero in quattro volumi e nella collana Le biglie, inaugurata nel 2018».

Prossime uscite e progetti della casa editrice.
«Abbiamo deciso di concentrare nei primi due mesi dell’anno la gran parte delle novità editoriali (leggi l’articolo dedicato alle novità Splēn edizioni). Nei prossimi giorni arriveranno infatti in libreria quattro bellissime novità: l’attesissima guida romanzata di Catania per bambini, “La città dell’elefante“, di Mercedes Auteri, Bianca Caccamese, Giamina Croazzo e Valeria Di Loreto con illustrazioni di Alice Caldarella, che verrà presentato in pompa magna sabato 26 gennaio alle ore 10.30 all’Auditorium De Carlo del Monastero dei Benedettini di Catania (leggi l’evento). Poi, “Morfo blu – Una metà del mondo“, il primo fantasy-distopico della casa editrice e anche dell’autrice, Laura Naselli; altra novità è il romanzo per bambini “L’uovo azzurro” della scrittrice Anna Baccelliere con illustrazioni di Tiziana Zagami e, infine, “Doppiette bestiali“, il primo albo per adulti scritto da Lisa Biggi e magistralmente illustrato da Valentina Malgarise».

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