Un safari in Città – recensione su “Piccola Sicilia”

  • testata: Piccola Sicilia
  • Data di pubblicazione: 26-03-2018
Un safari in Città – recensione su “Piccola Sicilia”

Un Safari in città

il libro per scoprire Palermo come un safari

Quando ho visto la pubblicità dell’uscita di questo libro mi sono detta: Un Safari In Città?? Ma siamo sicuri che si parli proprio di Palermo? Bene, devo averlo!

E verrà voglia anche a voi di comprarlo, a maggior ragione se venite per la prima volta in città con la famiglia. Lo consiglio perché, anche se in forma di racconto, il libro può essere utilizzato come “guida” per scoprire Palermo in modo alternativo e con occhio curioso. Non siete convinti? Da qui alla fine dell’articolo secondo me si cambia piacevolmente idea!

Un safari in città

Il libro nasce dalla passione per le bellezze che custodisce Palermo e dall’esperienza maturata dall’autrice grazie al confronto con i bambini della scuola dove insegna.

La protagonista del libro è Costanza, una bambina che vive lontana da Palermo e che raggiunge il nonno per le vacanze estive. Il nonno le propone una ricerca quanto mai strana e attraente allo stesso tempo: una caccia ai leoni, un safari da fare in città alla ricerca dell’animale esotico. Ma senza atroci sofferenze, perché la loro sarà una caccia pacifica con macchine fotografiche, mappe, penne e block notes.

Senza dimenticare di divertirsi!

In questo gioco di scoperte non mancano gli indovinelli, di cui il libro è ricco. Sono una sorta di passaggio di staffetta da un leone all’altro e guidano Costanza nella scoperta della città.

Questo elemento, la presenza degli indovinelli, mi è piaciuto tanto. Sarà che ho un animo giocherellone, sarà che mettermi alla prova mi è sempre piaciuto, fatto sta che gli indovinelli sono anche un elemento che può invogliare bambino e adulto a giocare assieme in un alternarsi di condivisione di sentimenti piacevoli.

Il nome di Costanza, come quello del padre Federico, è evocativo di un periodo storico che ha segnato le sorti di Palermo e grazie al quale ora possiamo vantarci di avere tanti beni Unesco, con il riconoscimento del percorso arabo-normanno.

Sono presenti nel libro quattro itinerari che possono essere fatti da soli, sulle ali della fantasia o usati anche come guida turistica alternativa per appassionare bambini e non solo.

Il libro si presta alla condivisione, della memoria prima di tutto.

Può coinvolgere i nonni come i genitori e gli zii. Si può leggere da soli o in compagnia. Si può leggere itinerario per itinerario oppure tutto assieme più e più volte.  Sì, se ve lo state chiedendo… il libro è da comprare! Soprattutto se venite in vacanza con i bambini a Palermo!

Primo itinerario

  1. Cappella Palatina
  2. Cattedrale
  3. Quattro Canti
  4. Piazza Pretoria

Secondo itinerario

  1. San Domenico
  2. Vucciria
  3. Teatro Massimo

Terzo itinerario

  1. Villa Whitaker
  2. Villa Trabia
  3. Giardino Falcone-Morvillo
  4. Giardino Inglese

Quarto itinerario

  1. Borgo Vecchio
  2. Villa Garibaldi
  3. Santa Maria della Pietà
  4. Foro Italico
  5. Villa Giulia
  6. Museo Doderlein

Video Recensione

I leoni a Palermo

Terminata la lettura e incentivata da Adele a guardare la città sotto questo nuovo aspetto, passeggiando alla ricerca dei leoni, cammino ora guardando Palermo sotto la luce di Un safari in città. E ho scoperto che ci sono tanti, tantissimi leoni.

Vuoi un esempio? Ti elenco i posti dove, finora, ho scoperto altri leoni oltre a quelli citati nel libro.

Porta dei Leoni

Si tratta di una porta che altro non è che l’ingresso del Real parco della Favorita.

Si trova nella piazza che porta lo stesso nome. Venne edificata nel 1799 insieme al parco stesso. I due leoni si ergono, distinti, in pietra calcarea sopra la porta instile neoclassico.

Museo Salinas

Il museo archeologico regionale “Antonio Salinas” possiede una delle più ricche collezioni archeologiche d’Italia, testimonianze della storia siciliana in tutte le sue fasi che vanno dalla preistoria al medioevo. Il museo conservata reperti e manufatti dei: fenici, punici, greci, romani e bizantini, ma anche di Egizi e gli Etruschi.

Antonio Salinas, a cui è dedicato il museo dagli anni Settanta, è stato un celebre archeologo e numismatico palermitano.

Il Museo ha sede nella ex casa dei Padri della Congregazione di San Filippo Neri in piazza All’Olivella.