“Rivalutare il passato in chiave moderna” Intervista all’editrice Surya Amarù

  • testata: Donne sul Web.net
  • Data di pubblicazione: 25-08-2016
“Rivalutare il passato in chiave moderna” Intervista all’editrice Surya Amarù

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“Rivalutare il passato in chiave moderna” Intervista all’editrice Surya Amarù

Giovane ma con un sogno che è diventato realtà avere una sua casa editoriale, ecco chi è Surya Amaru e cosa ha raccontato a Donne sul Web

Classe 1983, una laurea in Lettere e Filosofia, una gavetta nelle case editrici come editor, una grande passione per la lettura. Surya AmaruSurya Amarù, catanese, lo scorso anno tenta l’avventura editoriale di aprire una casa editrice indipendente alle falde dell’Etna: Splēn.

Due collane editoriali, testi giovani ed innovativi, un pubblico di lettori che cresce. Una scommessa vinta in tempi in cui le grandi case editrici scelgono la strada della fusione.
Surya, “la bambina di quattro anni incantata dalla credenza piena di carte scritte e ingiallite della nonna; la ragazza con il romanzo sempre in borsa”, ci racconta della sua passione per i libri e di questa avventura editoriale.

1) Scommettere nell’editoria indipendente non è di certo facile oggi. Cosa ha motivato la sua scelta?

Io credo e ho sempre creduto moltissimo nell’editoria indipendente. Ho seguito da lettrice e da addetta ai lavori alcune piccole realtà editoriali dalla loro nascita alla crescita, fino al successo e – dopo anni di studio e di gavetta – ho deciso di intraprendere anche io questo percorso tanto affascinante quanto ricco di insidie e difficoltà. Questo perché ritengo che il futuro del libro sia in mano agli editori indipendenti.

Sono infatti loro, nella maggior parte dei casi, a scoprire i nuovi talenti letterari e a proporre spesso una letteratura e una lettura diversa da quella imposta dai colossi editoriali. Le case editrici indipendenti guardano più al valore culturale del libro, le grandi, invece, al valore economico. È vero, il guadagno è necessario per sopravvivere, ma a lungo termine un buon catalogo destinato ad essere letto negli anni paga molto di più di uno usa e getta, fatto di libri “scritti” da personaggi televisivi, calciatori e chi più ne ha più ne metta.

2) Da un lato le grandi fusioni dei giganti dell’editoria dall’altro i successi di realtà indipendenti (come E/O), come spiega queste due tendenze in apparenza opposte?

A mio avviso Golia si è accorto troppo tardi delle potenzialità di Davide e la paura di una imminente sconfitta che ne decreterebbe la fine ha portato a una concorrenza sleale. Le grandi hanno infatti deciso di fare cartello, di fondersi e di impedire alle piccole e medie case editrici di conquistare buona parte del mercato impedendo loro anche di poter essere distribuite e promosse adeguatamente a livello nazionale.

Per non entrare troppo nell’ambito tecnico, è sufficiente dire che la principale rete distributiva è ormai di proprietà di questo colosso e accedervi comporta dei costi e dei compromessi insostenibili e inaccettabili per la gran parte delle case editrici indipendenti. Anche E/O si è opposta e sta valutando altre possibilità, e come lei numerose case editrici, e questo è possibile anche grazie al sostegno che arriva dai lettori forti, quelli che – secondo la legge di Pareto – rappresentano solo il 20% del mercato editoriale, ma che acquistano e leggono l’80% dei libri in commercio.

Il successo di E/O non è una novità dell’ultimo anno legata al successo e al caso Elena Ferrante. Da anni la casa editrice pubblica autori italiani e stranieri di altissimo livello e quello che sta succedendo oggi è frutto di un duro lavoro editoriale e di scelte accurate e spesso difficili che la casa editrice ha messo in atto sin dalla sua fondazione… e sinceramente non credo che sia sufficiente una fusione per impedire alle case editrici indipendenti di imporsi sul mercato.

3) Lei si definisce “la ragazza con il romanzo sempre in borsa; la libraia sommersa da libruncoli libracci librutti”. Da lettrice appassionata con esperienze nel mondo editoriale, come è arrivata a questa nuova avventura imprenditoriale?

La mia avventura imprenditoriale l’ho immaginata da sempre. Ho sempre saputo, infatti, che da grande avrei fatto questo lavoro. L’ho solo posticipato di qualche anno perché sono dell’idea che un’impresa del genere richieda sia una grande passione ma anche molto studio e molta gavetta.

Per questo ho iniziato lavorando come libraia a contemporaneamente come editor freelance per alcune case editrici locali e non solo… e questi lavori li ho fatti per molti anni.
La passione e l’amore per quello che si fa sono necessari a lanciare un progetto che molti hanno definito folle, ed è ancora più necessaria nel momento in cui ci si rende conto che è un lavoro in cui non ci si arricchisce di certo nonostante tutta la fatica e l’impegno profusi (anzi, all’inizio si rischia di perdere tutto con un solo titolo sbagliato)! Lo studio e la gavetta sono necessari per evitare alcuni errori – ma se ne commettono comunque molti – e per riuscire ad accedere a questo mondo da qualche ingresso secondario lasciato incautamente incustodito dai grandi.

4) A chi si rivolge Splēn ? Quali sono le peculiarità della sua casa editrice?

Splēn ha due linee editoriali. Una rivolta a un pubblico di lettori forti, quei lettori che amano i libri un po’ fuori dal coro e che ricercano storie e stili innovativi. I libri della collana di narrativa, Caleidoscopi, sono insoliti anche dal punto di vista grafico.

Non presentano infatti alcuna informazione in copertina (tutte le notizie sono riportate in quarta), lasciando lo spazio alle sole illustrazioni, realizzate ad hoc da illustratori di fama internazionale ma anche di talentuosi esordienti.
L’altra è rivolta ai giovanissimi: lanciare un progetto rivolto ai più piccoli è stata la scommessa che ha dato maggiori soddisfazioni. Il primo libro dedicato a loro, I miti in Sicilia – scritto e illustrato da Riccardo Francaviglia – è stato subito un successo.

Anche in questo caso abbiamo dato grande importanza al ruolo dell’illustrazione, oltre che al testo, con scelte controcorrente che sono state molto apprezzate. Proprio per i ragazzi sono in corso di realizzazione diversi volumi che vedranno le stampe tra la fine dell’anno e tutto il 2017.

5) Da alcune statistiche sappiamo che gli italiani leggono in meno rispetto alla media europea. Soprattutto i giovani. La sua casa ha anche una collana dedicata ai ragazzi e ai giovani lettori. Come volete conquistare questo pubblico?

In realtà l’editoria per ragazzi è in forte crescita. Rispetto alla media europea è vero, siamo molto indietro, ma i ragazzi – anche grazie alla scuola – leggono più degli adulti. Almeno questo è quello che riscontro personalmente nel mio lavoro di editore.
Prima accennavo alle numerose uscite in programma. Ogni nuovo libro riserverà qualche sorpresa e lo farà spesso rivalutando il passato in chiave moderna. Non dico di più, spero di incuriosire i lettori!

6) Dove andrà Splēn tra dieci anni?

Splēn tra dieci anni la immagino più prestigiosa, più apprezzata e più conosciuta, ma sempre animata dalla stessa passione e dallo stesso intento di proporre libri di qualità ai suoi lettori.