Diorama di Sergio Sozi

  • testata: Zest Letteratura Sostenibile
  • Data di pubblicazione: 19-12-2017
Diorama di Sergio Sozi

Diorama | Sergio Sozi

Diorama | Sergio Sozi
SPLĒN Edizioni

di Emanuela Chiriacò |

Diorama è una raccolta di tredici racconti. Tredici attori grafici di uno “Spettacolo Teatrale Alfabetico”, definizione dello stesso autore.

Un paradigma in cui il visivo del grafema incontra il sonoro del fonema. Un incontro felice tra descrizioni scritte e melodia di parole in sequenza. Qual è il fil rouge dunque che rende la raccolta, corpo unico? Che permette ai racconti di dialogare? Tredici organi narrativi e la loro apparente autonomia. Presi singolarmente sono spunto per tredici romanzi, tredici suggestioni letterarie indipendenti. A legarli è la lingua di Sergio Sozi.

Una lingua colloquiale, empatica, contaminata da altre lingue: straniere e dialettali. Lingue filtrate dal mondo di pensare dell’autore, lavorate dal suo pensiero e restituite attraverso un processo di colatura per poter diventare un’altra cosa.

Sevdalinka

Gl’italiani neanche sanno gestirli, i flutti della coscienza, glu glu, ci annegano ogni giorno, solo che, essendo europei, fingono, recitano coerenza: male ma recitano, hanno l’impulso a far teatro, ’sti italiani, soprattutto loro. Invece gli inglesi, vedi, quei roseo-pallidini e frigidi che tutti amano perché parlano una lingua internazionale, ecco loro son bastardi senza manco ruoli da palco. Sceicspir non gli ha insegnato niente. Infine eccoci a noi, ah ah ah, noi slavi tutti, dunque anche questa famiglia croata cattolica nata per caso a Banja Luka, noi, dico, manco quello sappiamo fare: né gli Sceicspir né i Verdi. Andiamo un po’ su e un poco giù, seguendo le correnti. Tronchi inermi. E tu mi guardi, Sevdalinka, stupita, stu-pi-ta. Presagisci. Mh. Chissà, magari presagisci bene, con l’acqua che hai in testa. Allora, quel giorno di maggio del ’92 avevo te scalpitante nella pancetta… anzi, grande panza era.

Sevdaljnka ama l’acqua. Sua madre Mammamirana, rimasta turbata dall’odissea fluviale che ha vissuto per arrivare dalla Bosnia all’Italia, la detesta. Il racconto diventa l’espediente per riattraversare la memoria di quell’esperienza recente, del Viaggio che ha portato una famiglia a scappare dalla guerra in cerca di una vita migliore.

Vendetta, tremenda vendetta

Nicola, hai visto a Nuovaiorche come ti scimmiottano? Lo sai che adesso sei un venditore di bibite e cioccolatini su vasta scala? Ti piace questo? No eh, manco un po’ ti piace ’sta commediola dei signori produttori di beni. Allora Nicola muoviti, dài una mano al Capo per scacciare i mercanti dal Tempio, su, risorgi almeno tu, visto che il Capo è troppo arrabbiato col genere umano per farlo ancora, magari stavolta a Milano o ad Algeri, dove ci sarebbe un gran bisogno di rivederlo in giro per strada a chiarire le idee alla gente.’’

San Nicola e Santa Klaus. Due mondi diversi. Una tradizione che stride con la modernità del simbolo e del messaggio. Quando questo slittamento, per restare in tema, si è consumato? Probabilmente quando I sogni della vita poi li abbiamo ridotti a pellicole.

In quarta copertina si può leggere:

Diorama è sinonimo di veduta panoramica, ma è anche una forma di spettacolo costituita da quadri o vedute di grandi dimensioni. È il caso di questa raccolta di racconti, ai quali il lettore aggiungerà colori, movimento, suoni e volumi.

Sergio Sozi lascia al lettore spiragli in cui inserire il proprio vissuto. Per sentirsi meno solo in un mondo di piccoli donchisciotte alle prese con piccoli e grandi mulini a vento, non più bianchi. Umanità consunta dalle difficoltà della vita e del cuore, dei desideri irrealizzati, dei sogni sgualciti, delle piccole frustrazioni quotidiane che possono condurre a una difficile amministrazione delle giornate tra picchi di divismo presuntuoso, cinismo da insoddisfazione e rassegnato senso di inferiorità.

Non siamo davanti agli ultimi e per questo non potranno mai essere primi. È un’umanità che si posiziona a metà classifica per giocare il campionato della vita come può, come riesce, con l’ambizione di progredire e la paura di retrocedere.