Patrick Modiano, un nuovo Nobel da leggere scoprire

Patrick-Modiano

Ancora una volta la commissione svedese sovverte i pronostici assegnando il premio Nobel per la letteratura a Patrick Modiano. L’autore francese, poco conosciuto in Italia, si aggiudica così l’ambito riconoscimento letterario deludendo le aspettative dei tanti che avevano già dato come vincitore l’eterno sconfitto Haruki Murakami. Lo scrittore giapponese ormai viene associato al Leonardo Di Caprio del cinema per l’alto numero di nomination che hanno portato, ahimè, a un nulla di fatto.

L’Accademia Reale Svedese ha motivato così l’assegnazione del Nobel al francese: «Per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e svelato la vita reale durante l’Occupazione».

La Francia si riconferma così la nazione che, in assoluto, ha ricevuto il maggior numero di premi Nobel per la letteratura, superando addirittura per 15 a 12 gli Stati Uniti. Già nel primo anno in cui fu istituito il riconoscimento, cioè nel lontano 1901, fu lo sconosciuto autore francese Sully Prudhomme ad aggiudicarsi imprevedibilmente il titolo di vincitore battendo addirittura il favorito Tolstoj. Ben più noti sono invece i nomi dei successivi vincitori. Fra questi si possono ricordare i grandi Anatole France, Henri Bergson, André Gide, Albert Camus e Jean-Marie Le Clézio al quale è stato assegnato il riconoscimento non molti anni fa, nel vicino 2008. È rimasto poi nella storia il caso di Jean-Paul Sartre che, nel 1964, ha addirittura rifiutato il prestigioso premio.

Ma chi è Patrick Modiano? Qual è la sua storia?

Modiano è nato il 30 luglio 1945 a Boulogne-Billancourt, vicino Parigi. Come è facile intuire dal suo cognome, nonostante sia a tutti gli effetti francese, l’autore ha origini italiane; il padre infatti pur essendo un ebreo francese era originario della Toscana. Proprio questo padre, amato e odiato allo stesso tempo, si ritrova spesso nei suoi libri e il suo spirito anima alcuni dei suoi personaggi più riusciti. Si tratta di una figura ambigua, di un tipico uomo d’affari ebreo che però collabora con la repubblica filohitleriana di Vichy.

Il giovane scrittore viene scoperto da un altro grande autore francese, Raymond Queneau (tra le sue opere ricordiamo Zazie nel metrò, Esercizi di stile, I fiori blu e Icaro involato), che gli impartiva lezioni private. Il suo talento non passa inosservato e così Queneau lo presenta al suo editore, Gallimard, consigliandogli di pubblicare la sua opera di esordio, La Place de l’Étoile, che vedrà le stampe nel 1967.

Fedele ai luoghi in cui è cresciuto e che ha profondamente amato, Modiano ambienta gran parte delle sue opere nella Parigi occupata dai tedeschi e negli anni del dopoguerra.

Tra i suoi migliori romanzi, in parte tradotti dopo l’assegnazione del Nobel, si possono annoverare:

Dora Bruder (Guanda), Un pedigree (Einaudi), L’orizzonte (Einaudi), Nel caffè della giovinezza perduta (Einaudi), Bijou (Einaudi), Riduzione di pena (Lantana Editore), Fiori di rovina (Lantana Editore), Sconosciute (Einaudi). Per assurdo il suo libro più noto in Francia, Rue des boutiques obscures nonché vincitore del premio Goncourt nel 1970 (il corrispettivo del premio Strega italiano) è stato tradotto sono nel 1979 da Rusconi ma non è più in commercio in Italia. Proprio quest’ultimo è il testo consigliato da Peter Englund – l’accademico che ha annunciato Modiano come vincitore – come prima lettura tra i numerosi testi del Nobel francese.

Patrik Modiano non si è “limitato” a scrivere solo testi, per lo più brevi, di narrativa, ma si è anche cimentato con ottimi risultati come sceneggiatore. Tra le sue sceneggiature migliori si può ricordare quella di Lacombe, Lucien, per Louis Malle nel 1974. Sono rivolte invece ai giovanissimi Caterina Certezza (Donzelli) e Il piccolo Nicolas, pubblicato per la prima volta in francese nel 1988.


Commenti

commenti

Commenti